ESG – Roadmap normativa 2026: Dalla compliance alla creazione del valore

Nel 2026, il quadro normativo europeo in materia ESG rafforza un insieme strutturato di obblighi che incidono su alcuni ambiti chiave dell’organizzazione aziendale, come la trasparenza retributiva, l’efficienza energetica, la gestione delle catene di fornitura e le modalità di progettazione degli imballaggi. 

In questo contesto, la compliance non può più essere affrontata come una sommatoria di adempimenti, ma richiede una lettura integrata delle diverse fonti regolatorie (CSRD, EED, EUDR, PPWR, CBAM, Pay Transparency e CSDDD) al fine di costruire una roadmap coerente di adeguamento e trasformazione aziendale. 

Nel dettaglio, le principali direttive e regolamenti ESG delineano obblighi differenziati per ambito e perimetro, che le imprese sono chiamate a comprendere e integrare nei propri processi organizzativi: 

 

EU Pay Transparency Directive (Direttiva 2023/970)

Scadenza di recepimento: 7 giugno 2026 

La Direttiva sulla trasparenza retributiva si inserisce nel quadro delle politiche europee per la parità di genere e mira a ridurre il gender pay gap attraverso obblighi di trasparenza salariale e meccanismi di accountability interna. 

La normativa si applica alle imprese di tutti i settori economici con almeno 100 dipendenti, prevedendo un sistema di obblighi graduati in funzione della dimensione aziendale (≥250, 150 – 249 e 100 – 149 dipendenti). 

Entro il 7 giugno 2026, gli Stati membri, Italia inclusa, dovranno recepire la direttiva nei rispettivi ordinamenti nazionali. 

Tempistiche di comunicazione: 

  • Entro giugno 2027: le imprese con almeno 250 dipendenti saranno tenute a predisporre il primo report, con frequenza annuale; 
  • Entro giungo 2027: le imprese con almeno 150 dipendenti saranno tenute a predisporre il primo report retributivo, con frequenza triennale; 
  • Entro giugno 2031: le imprese con almeno 100 dipendenti e fino a 149 dipendenti saranno tenute a predisporre il primo report retributivo, con frequenza triennale. 

Gli adempimenti principali includono: 

  • reporting periodico sui divari retributivi di genere; 
  • obbligo di avviare una valutazione retributiva congiunta e un piano correttivo qualora il gap superi il 5% senza giustificazioni oggettive; 
  • trasparenza sulle fasce retributive già in fase di selezione del personale; 
  • rafforzamento dei diritti informativi dei lavoratori. 

La direttiva impone una revisione strutturata delle politiche HR, dei sistemi di classificazione dei ruoli e dei meccanismi di remunerazione. 

 

EED: Energy Efficiency Directive (Direttiva 2023/1791)

Prime scadenze operative: 11 ottobre 2026 / 11 ottobre 2027 

La nuova Direttiva sull’efficienza energetica rafforza in modo significativo il contributo delle imprese agli obiettivi europei di riduzione dei consumi di energia primaria, introducendo obblighi più stringenti per le organizzazioni ad alta intensità energetica. 

La normativa si applica alle imprese con consumi energetici medi superiori a: 

  • 10 TJ/anno, per le quali è obbligatoria la diagnosi energetica e il piano di efficientamento energetico quadriennale; 
  • 85 TJ/anno, per le quali è richiesta l’adozione di un sistema di gestione dell’energia conforme alla norma ISO 50001, oltre al reporting verso ENEA, entro l’11 ottobre 2027. 

Il mancato rispetto degli obblighi comporta un regime sanzionatorio articolato, con sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 40.000 euro nei casi più gravi. 

Accanto agli obblighi, la direttiva apre anche a opportunità di accesso a incentivi nazionali per l’efficienza energetica, come il Conto Termico 3.0 e il Fondo per l’efficienza energetica, rendendo strategica l’integrazione tra compliance e pianificazione degli investimenti. 

 

EUDR: EU Deforestation Regulation (Regolamento 2023/1115, come modificato dal Regolamento 2025/2650)

Entrata in vigore: 30 dicembre 2026 

Il Regolamento sulla deforestazione rappresenta uno dei pilastri della strategia europea per la tutela degli ecosistemi e introduce un divieto di immissione sul mercato UE di prodotti associati a deforestazione o degrado forestale successivi al 31 dicembre 2020. 

Il perimetro di applicazione copre sette materie prime: legno, cacao, caffè, olio di palma, soia, gomma e carne bovina, includendo sia gli operatori che immettono per primi i prodotti sul mercato UE (operatori upstream), sia gli operatori a valle che li commercializzano o esportano. 

Il regolamento è direttamente applicabile e, a seguito delle modifiche introdotte nel 2025, l’operatività è stata posticipata al: 

  • 30 dicembre 2026 per grandi e medie imprese e per i commercianti; 
  • 30 giugno 2027 per micro e piccole imprese. 

Gli obblighi principali prevedono: 

  • due diligence rafforzata, comprensiva di geolocalizzazione delle parcelle di produzione; 
  • valutazione e mitigazione dei rischi di non conformità; 
  • presentazione di una Due Diligence Statement (DDS) tramite il sistema TRACES; 
  • per gli operatori downstream, registrazione in TRACES e conservazione del numero DDS. 

L’impatto organizzativo è rilevante e comporta l’aggiornamento dei contratti di fornitura, dei codici di condotta e l’implementazione di sistemi IT per la tracciabilità, con un regime sanzionatorio che può includere confisca dei benidivieti di immissione sul mercato ed esclusione dagli appalti pubblici. 

 

PPWR: Packaging and Packaging Waste Regulation (Regolamento 2025/40)

Decorrenza degli obblighi: 12 agosto 2026 

Il nuovo Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio mira a ridurre in modo strutturale l’impatto ambientale del packaging lungo l’intero ciclo di vita, introducendo requisiti armonizzati a livello europeo. 

Il perimetro di applicazione riguarda tutti gli operatori economici che produconoimportanodistribuiscono immettono sul mercato UE imballaggi prodotti imballatiindipendentemente dalla dimensione aziendale. 

Il regolamento, entrato in vigore l’11 febbraio 2025, prevede l’applicazione degli obblighi operativi principali a partire dal 12 agosto 2026, tra cui: 

  • etichettatura armonizzata degli imballaggi; 
  • predisposizione della Dichiarazione di Conformità e del fascicolo tecnico per ciascuna famiglia di imballaggi; 
  • rispetto dei requisiti di riciclabilità; 
  • riduzione dello spazio vuoto; 
  • limitazioni all’uso di PFAS e altre sostanze pericolose. 

Nel medio periodo, il PPWR introduce inoltre target crescenti in materia di riciclabilità, contenuto riciclato e riuso, con obiettivi al 2040 e ulteriori specifiche tecniche che saranno definite tramite atti delegati a partire dal 2028. 

 

CBAM: Carbon Border Adjustment Mechanism (Regolamento 2023/956)

Entrata in vigore: gennaio 2026

Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) è lo strumento introdotto dall’Unione Europea per applicare un prezzo equo alle emissioni di carbonio generate nella produzione di beni ad alta intensità di carbonio e ha l’obiettivo di prevenire il carbon leakage, allineando il prezzo del carbonio dei beni importati a quello applicato all’interno dell’UE. 

Il CBAM si applica agli importatori UE di cementoferro acciaioalluminiofertilizzantiidrogeno ed energia elettrica. L’applicabilità del CBAM non è automatica, dipende dal codice doganale (NC/HS) utilizzato per dichiarare la merce in libera pratica nell’UE. 

Dopo una fase transitoria di rendicontazione avviata nell’ottobre 2023, il meccanismo è entrato a regime dal 1°gennaio 2026, con: 

  • obbligo di acquisto di certificati CBAM indicizzati al prezzo dell’EU ETS; 
  • rendicontazione annuale sulle emissioni incorporate; 
  • restituzione di certificati in numero pari alle emissioni dichiarate. 

Dal 2026 è inoltre prevista la verifica indipendente del report annuale, l’iscrizione nel Registro CBAM e l’adeguamento dei sistemi di raccolta dati lungo le supply chain extra-UE, con un impatto significativo sui processi di procurement e sul presidio del rischio sanzionatorio. 

Il regolamento introduce anche un regime sanzionatorio allineato a quello del sistema ETS (Emissions Trading System) per chi non rispetta l’obbligo della restituzione dei certificati CBAM con la possibilità di esclusione temporanea dalle procedure di appalto pubblico. 

 

Dalla conformità normativa alla strategia ESG integrata

L’insieme delle normative in entrata nel 2026 evidenzia con chiarezza come l’ESG non sia più un ambito settoriale o confinato alla rendicontazione, ma un fattore trasversale di trasformazione aziendale.  

Le imprese sono chiamate a superare una logica reattiva di compliance, per adottare un approccio proattivo e integrato che colleghi governance, processi operativi, sistemi informativi e strategie di investimento. 

PwC affianca le imprese nel disegnare un percorso di trasformazione sostenibile che va oltre la mera conformità regolatoria. Guidata dal proprio purpose “build trust in society and solve important problems”, PwC supporta le organizzazioni nell’integrare strategia di impresa, processi operativi e comunicazione con gli stakeholder, adottando un approccio olistico e multidisciplinare. 

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